Direttiva NIS2 e automazione industriale: guida pratica alla conformità

Come mappare i rischi cyber di un impianto di automazione sui requisiti della direttiva NIS2, usando la matrice di rischio e il modulo cyber della piattaforma allineati allo standard IEC 62443.

Perché la NIS2 riguarda anche l'automazione industriale

La direttiva NIS2 (UE 2022/2555) estende l'ambito della precedente NIS ad un numero molto più ampio di soggetti "essenziali" e "importanti", inclusi molti operatori manifatturieri, energetici e logistici che integrano sistemi OT/ICS. Per gli integratori di automazione questo significa dover dimostrare — con evidenze documentali — la gestione dei rischi cyber degli asset di impianto, non solo dell'IT d'ufficio.

I 4 pilastri operativi richiesti

  1. Analisi dei rischi su asset OT (PLC, HMI, drive, reti di campo) con criteri ripetibili.
  2. Misure tecniche e organizzative proporzionate al rischio (segmentazione, hardening, backup, patching).
  3. Gestione degli incidenti con notifica early warning entro 24h e report entro 72h.
  4. Sicurezza della supply chain, inclusi fornitori di componenti di automazione.

Mapping NIS2 ↔ IEC 62443 ↔ moduli della piattaforma

La piattaforma modella i tre concetti chiave dello standard IEC 62443 (asset, minaccia/rischio, contromisura) su tre entità del modulo cyber:

Tabella di corrispondenza

Requisito NIS2 (art. 21)IEC 62443Modulo piattaforma
Analisi dei rischi62443-3-2 (risk assessment)Matrice rischio + cyber_rischio
Sicurezza dei sistemi62443-3-3 (SR/RE)cyber_misura
Gestione degli incidenti62443-2-1 (CSMS)Agenda Lavoro + Relazione Tecnica
Supply chain62443-2-4 (service providers)cyber_asset (campo fornitore)

Workflow consigliato in 5 passi

  1. Censire gli asset OT nel modulo Cyber > Asset con criticità e zona di rete.
  2. Valutare i rischi per ogni asset critico usando la matrice probabilità/impatto (scala 1-5).
  3. Definire le contromisure ancorate a controlli IEC 62443-3-3 (identificazione, controllo accessi, integrità, confidenzialità, disponibilità).
  4. Documentare il piano nella Relazione Tecnica del progetto: diventa l'evidenza da esibire in caso di audit.
  5. Riesaminare almeno annualmente e ad ogni modifica sostanziale (nuovo PLC, nuovo collegamento remoto).

Errori più comuni

Prossimi passi

Apri un progetto, attiva il modulo Cyber dalle Impostazioni e importa gli asset dell'impianto. In meno di un'ora hai la baseline documentale richiesta dalla direttiva NIS2 per un sito di automazione industriale.